Sabato 8 marzo 2025 è stata inaugurata la nuova piazza del Popol Giost: un luogo pensato per la comunità e destinato a diventare un punto di riferimento per la socialità, la cultura e l’inclusione, grazie a un intervento che ha trasformato lo spazio in una piazza pedonale alberata, permeabilizzata e pensata per contrastare le isole di calore, quindi nell’ottica di contrastare i cambiamenti climatici.
I lavori sono stati finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con 500.000 euro, su un costo di investimento di 600.000 euro complessivi, per la parte restante finanziati dal Comune e, per 50.000 euro, dal progetto Life City Adapt3 grazie alle società Iren, L'Ovile e Reire.

Il progetto

Per la piazza del Popol Giost, lungo via Roma nel quartiere storico di Santa Croce interno, è finalmente tempo del ritorno al futuro. Il rettangolone di circa 1.300 metri quadrati - ricavato dalla demolizione del vecchio isolato di via Borgo Emilio e via Francotetto nel secondo dopoguerra e utilizzato quasi da subito per parcheggiare le auto del boom economico e quale punto di affaccio di un ingresso scolastico secondario – ha cambiato volto e sostanza.

Condannato nei decenni a un ruolo residuale nella narrazione urbana del quartiere e del centro storico, questo spazio intitolato al Popolo Giusto di Santa Croce, che era perlopiù povero, emarginato o operaio nei casi più fortunati, riottiene il ruolo per cui era nato: essere piazza, luogo di incontro, scambio e pausa a metà della seconda metà del rettilineo dell’antico Cardo di Regium Lepidi, appunto via Roma.

Prima condizione affinché ciò avvenga, era ed è la parziale pedonalizzazione. Dopo un importante percorso di sperimentazione avvenuto negli ultimi anni, piazza del Popol Giost diventa quindi in gran parte pedonale.

Il progetto è dello studio Enrico Dusi di Venezia e segna un ritorno della piazza con i criteri sostenibilità ambientale: il progetto ripensa lo spazio anche secondo i principi dell’architettura adattativa, perseguendo la Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici di Reggio Emilia.

L’intervento è stato infatti individuato come la seconda azione pilota a Reggio Emilia del progetto europeo Life City Adap3, che prevede un coinvolgimento delle aziende partner che co-finanzieranno con una donazione liberale parte dell’opera.

Il progetto è stato inoltre incluso all’interno del percorso partecipativo del Laboratorio di cittadinanza (il primo in centro storico), coinvolgendo così attivamente gli abitanti e i commercianti del quartiere in un confronto sulla proposta progettuale, che ha tenuto conto dei suggerimenti e delle istanze portate dai cittadini.

Come è diventata la piazza

La porzione di suolo circoscritta dalla lunga e ampia panca è stata de-pavimentata e predisposta come permeabile, così come due fasce di suolo nell’immediata vicinanza degli edifici adiacenti il lotto.

La superficie de-pavimentata risulta pari al 50% dell’area di intervento. Questa percentuale di suolo permeabile consente non solo di attenuare l’Isola di calore estiva, ma rende anche più efficace l’assorbimento delle acque piovane in caso di eventi atmosferici intensi.

Le due aree a verde laterali vengono realizzate con un leggero ribassamento in modo da poter rilasciare gradualmente l’acqua piovana. Queste due aree ospitano specie arbustive e erbacee utili alla fitodepurazione delle acque piovane prima della permeazione negli strati di suolo più profondi.

L’opera si presenta dunque come un’Isola per la collettività cinta da alberi, pensata come un’oasi di verde e freschezza nelle stagioni più calde grazie a un sistema di nebulizzazione predisposta centralmente rispetto all’oggetto architettonico della panca. La coesistenza dell’ombra, data dai nuovi elementi arborei, e dell’acqua nebulizzata rendono possibile il mantenimento di un uso collettivo durante tutto l’anno con un alto livello di comfort, essendo la piazza predisposta per sostenere stati climatici estremi, tra cui le onde di calore tipiche delle stagioni estive in città.

Le specie arboree scelte – l’albero di Giuda - Cercis siliquastrum, il ligustro giapponese - Ligustrum japonicum – e la magnolia sempreverde - Magnolia grandiflora - sono particolarmente resistenti a climi estremi sia in estate che in inverno, mantenendo il proprio fogliame anche nelle stagioni autunnali e in parte dell’inverno. Le specie di progetto risultano inoltre particolarmente performanti in termini di assorbimento di CO2, permettendo un miglioramento anche rispetto alla qualità dell’aria.

La caratteristica forma degli elementi arborei selezionati nel progetto di paesaggio, a fusto alto e snello, permette di garantire la sicurezza nell’area consentendo una totale visibilità dello spazio. La seduta, che garantisce il passaggio di irrigazione e nebulizzazione, accoglie inoltre un apparato di illuminazione dedicato al luogo.


Contributo assegnato: 500.000€